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L'ARTE DEL GOVERNO


L’animo è puro.
Le speranze salgono e crescono oggi ancor di più.

La volontà appare ben ferma, con la voglia di fare che sembra scoppiare dentro senza sosta.

La vita degli altri ha sì, la precedenza e allora i crucci saranno via, spazzati.


Ogni ostacolo rimosso immantinente per una strada facile e tutta più discesa per tutti.


Tutti.


Gli intenti, dunque, volano alti, fieri e più decisi ma poi qualcosa cambia lentamente.
Il tempo va, battendo forte sulle porte di quell’animo che adesso s’è come un po’ sporcato.


E allora un attimo dura tanto più di prima coi sentimenti che sbattendo si corrompono, tirati via da altre menti, ben più forti, battagliere.

Il nuovo, dai, non è più così accettato e guerreggiare è forse troppo duro.
Qualche dubbio assale, dunque, ogni pensiero e senza fretta, le idee van picconate.


Il puro credo prende presto a venir giù e basta poco per mutare ogni vergogna, per decidere d’andar contro a ciò che era.

Una pacca, un sorriso, un serio assenso.

E così è andata anche stavolta.
Il vecchio cuore ha voltato in giù il suo torvo sguardo e calcando quelle scene già di altri si va avanti e ci s’apre al compromesso.


In fondo, sì, anche questo è retto ed equo perché qui la politica è anche onore.
È il momento d’accettare quella strada con il nero che schiarisce e si fa rosso per tornare, poi, di nuovo a ri-scurirsi se qualcuno lo ritiene necessario.


Tanto ormai tutto e tutti sanno fare per decidere, spostare, governare.


L’importante è saper bene chi si è.
Così un giorno, quando arriverà la fine, con coscienza ci daremo assoluzione.

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