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Il “ PROBLEMA " qui non sono i soldi, la ricerca del benessere, della serenità, del piacere di stare al mondo oppure magari, le poche o mancate gioie, la spensieratezza perduta e mille altri inghippi o desideri.
Il “ PROBLEMA ” è come poter scegliere DAVVERO quel che è importante fare, vivere e pensare.
Sì, perché è chiaro che, anche se si è particolarmente “fortunati”, il tempo a disposizione per vivere ‘sta vita è decisamente “ limitato ”.
La cosa triste, il “ PROBLEMA ” è che questo tempo viene anche, per la maggior parte, sprecato, sperperato, dilapidato, usato malamente, sciupato e consumato.
Sì, perché, non si sa come, s’arriva, quasi subito, a convincersi d’un concetto un po’ strano, un concetto che, inevitabilmente, finisce per creare il “ PROBLEMA ” stesso.
In pratica, per la maggior parte della maggior parte della gente quel che conta davvero è “ l’obiettivo ”.
L’obiettivo di vita, s’intende.
L’obiettivo che, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, resta sempre ben fisso in testa, nel cuore e nel profondo dell’anima e delle brame.
L’obiettivo è una cosa diversa per ognuno ma diciamo che, volendo un po’ provare a “ sintetizzare ”, si potrebbe dire che per molti è rappresentato da qualcosa di puramente materiale come i soldi, la casa, la macchina, la vacanza, la barca o mille altre cose simili.
Per altri, invece, può essere qualcosa di un po’ più “ pratico ” come un fantastico, perfetto stato di salute, la forma fisica, la tranquillità mentale, il voler star sempre bene a tutti i costi e altrettante mille altre cose del genere.
In qualche caso, poi, quest’obiettivo può anche divenire qualcosa di puramente spirituale; qualcosa di intimo, un po’ più interiore che, in qualche modo o maniera, possa riuscire ad elevare l’animo, la mente e magari anche il cuore.
Insomma, ogni istante dell’esistenza viene vissuto in funzione di tutto questo, con l’intento d’arrivare proprio lì: a toccare con mano quello che, di certo, per tutta una vita, è stato il nostro “ obiettivo ”.
Si da il caso, però, che sia proprio questa disperata, pazza ricerca a far nascere, per l’appunto, quello che poi finirà per divenire il cosiddetto “ PROBLEMA ”.
Difatti, per arrivare ad agguantare il fantomatico, mirabolante “ obiettivo ” la gente, le persone, tutto il santissimo genere umano, ha finito per sentirsi assolutamente autorizzato e legittimato a tentare ogni strada e fare praticamente di tutto, proprio perché “ autorizzato ” da questa specie di perentorio, supremo “ diritto totale ”.
Da qui, è chiaro, tutto ha inizio e allora... pronti, partenza, via!
Via con i piccoli " dispettucci " da bambini e poi avanti con le bugie, le prevaricazioni, i voltafaccia, i tradimenti, i bisticci, le liti, le zuffe, i delitti, le faide, le guerre, gli attentati (veri e falsi), le dominazioni, gli abusi e sì, anche con le varie “ crociate ” e le cosiddette “ guerre sante ”, quelle “ buone ”, fatte in nome di chissà chi o chissà cosa.
Sì, alla fine il punto, la questione, il nocciolo, il... “ PROBLEMA ”... è solo ed esclusivamente questo qui.
Non importa se “ c’hai raGGGGione ” o se, per qualche arcano, oscuro, incomprensibile motivo, sei invece " nel TORTO ”; perché, accidenti, tu sei vivo e con la vita hai anche acquisito il sacrosanto, universale, massimo diritto d’esser felice.
Pertanto, il minimo che tu possa fare è tentare di perseguire questo tuo giusto, “ onesto ” obiettivo senza star lì a farti troppi crucci o strane, inutili seghe mentali su cosa sarebbe giusto e cosa, invece, sbagliato.
E’ proprio questo il deciso e “ libero ” pensiero di tutti ed è proprio questo che rende l’uomo fondamentalmente “ infelice ”.
Cosa fare, allora, per risolvere il “ PROBLEMA ”? (sì, perché i problemi, per loro stessa natura, esistono solo ed esclusivamente per poter essere risolti, non è così?).
Beh, mi spiace, anzi, meglio dire che sono decisamente addolorato, amareggiato, dolente, afflitto e avvilito nel dover dire questo ma... qui non c’è proprio NIENTE da fare.
Non si può assolutamente cambiare qualcosa che è, per sua stessa natura, completamente chiuso e del tutto inaccessibile.
Sì perché a voler fare un paragone, a voler usare una specie di metafora, si potrebbe tranquillamente dire che tutti noi siamo come una specie di grossa, tozza sfera d’acciaio.
Una sfera durissima e tutta vuota, che non ha bisogno, che non vuole essere riempita, cambiata, aperta o modificata da qualcosa che viene dall'esterno, da qualcosa che ci siamo “ inventati ” e che non fa affatto parte del nostro vero, reale stato d’essere.
E pazienza se questa “ cosa che viene da fuori ” è effettivamente una grande, buona cosa, un’incredibile, stupenda opportunità di migliorare tutto.
Sì, pazienza perché noi siamo e saremo sempre uguali, belli chiusi, assolutamente “ ermetici ” perché " è così che deve essere " e per nessun motivo potremo o dovremo mutare forma. Mai.
Mi sa che, capito questo, l’unica scelta possibile sia quella di accettare e basta.
L’unica via, insomma, è proprio quella di “ DIRE DI SÌ ALL'EVIDENZA ” e approvare in silenzio ciò che è.
Poi, naturalmente, continueremo lo stesso a “ provarci ” e ci sforzeremo tantissimo per cercare di cambiare le cose perché, comunque sia, pare proprio che l’illusione, la speranza, il pensiero d’aver comunque tentato tutto, fino in fondo, possa essere veramente l’unico vero modo che abbiamo per poter dare un senso a tutta questa strana, rutilante baraonda chiamata vita.
E questo è quanto.
FiNe.
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